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Mi svegliai. Sentii un gran trambusto. Era l'alba. Saranno state le 5, o giù di lì.
I rumori non mi facevano dormire. Mi giravo e mi giravo nuovamente. Ero infastidito. Non avrei voluto alzarmi.
Avrei fatto bene: dovevo rimanere in quel letto.
Misi pantaloni e felpa. Mi affacciai alla finestra. Vidi una moto, per terra. Vidi polizia, ambulanza e una nube di gente, assetata di pettegolezzo.
Scesi di corsa: la moto l'avevo riconosciuta. Luciano non c'era più. Capii che quei segni per terra decretavano la fine del nostra cammino assieme. Luciano doveva essere arrestato sulla sua moto.
Già rivedevo la scena. Come se fossi stato presente. Lo aspettavano dall'atra parte della città. Sapevano che anche stanotte non avrebbe resistito. Volevano punire Luciano perchè trasgrediva la legge, ormai ogni notte.
Hanno tentato di arrestare Luciano, mentre correva su quella moto. E Luciano ha accellerato. Quando ha capito che non poteva farcela ha chiuso quei grandi occhi neri. Papà Luciano è morto qui.
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